martedì 4 ottobre 2016

Recensione "Alta cucina" di Rex Stout

Titolo: Alta cucina

Autore: Rex Stout

Editore: Mondadori

Anno: 2003

Pagine: 243








Trama


Nero Wolfe è in Virginia per assistere al convegno dei quindici migliori chef del mondo dove spera di ottenere gli ingredienti delle squisite "salsicce Mezzanotte". Ma quando il più antipatico dei cuochi viene assassinato, l'investigatore-gourmet e il suo fedele Archie Goodwin si mettono in azione per scoprire la ricetta del delitto perfetto.

Recensione


"Alta cucina" è il quinto romanzo di Rex Stout con protagonista Nero Wolfe, ma, se non ricordo male, è il primo che leggo ed anche se non è uno dei miei generi preferiti, devo dire che mi è piaciuto veramente tanto. 

Nero Wolfe è un investigatore privato di New York molto famoso per il suo genio, ma è anche un ottimo cuoco e soprattutto un amante della buona cucina. Viene invitato come ospite d'onore a partecipare al convegno "Les Quinze Maitres" ovvero al convegno dei 15 migliori cuochi del mondo che si terrà alle Terme Kanawha in Virginia e, nonostante sia abbastanza restio a fare un viaggio in treno, accetta molto volentieri. 
Nel suo viaggio viene accompagnato dal suo collaboratore Archie Goodwin, il cui personaggio mi è piaciuto davvero tanto soprattutto per le sue sfaccettature ironiche. A differenza del suo capo, è un uomo molto dinamico, praticamente è lui che svolge tutte le mansioni più scomode ed è proprio Goodwin che narra l'intera storia. 


Comunque, uno dei motivi principali che spinge Wolfe ad affrontare il viaggio è sicuramente la presenza, tra i 15 presecelti, di Jerome Berin, il creatore delle "salsicce mezzanotte", un piatto che Wolfe ama alla follia e farà di tutto per accaparrarsi la ricetta!

Durante la prima serata del convegno si svolgerà una gara tra i 15 alla quale sarà invitato a partecipare anche Nero Wolfe, ma è proprio durante questa competizione che verrà ucciso Phillip Laszio, il più odiato tra i membri prescelti. Le accuse cadranno su Berin che verrà arrestato. 
Wolfe, che inizialmente non avrebbe voluto farsi coinvolgere dal caso, ma restare lì solo in qualità di ospite, verrà infine colpito direttamente dall'assassino di Laszio e ciò lo porterà ad interessarsi personalmente all'accaduto.

Il racconto è narrato, come già detto, direttamente da Goodwin in modo semplice e chiaro. La lettura si fa sempre più interessante mano a mano che si va avanti e una volta arrivati quasi al punto cruciale è impossibile smettere di leggere. Anche se, personalmente, non ho amato il personaggio di Nero Wolfe per la sua pigrizia, ma soprattutto per il suo egocentrismo, il tutto viene compensato da Archie, che mi è stato davvero molto simpatico.


In conclusione, se amate il genere non posso far altro che dirvi: leggetelo! :D 
e se non siete appassionati di gialli, ve lo consiglio lo stesso perché penso che questo libro vi piacerà sicuramente.

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